uso le gambette perchè le ho e se posso fare a meno dell'auto son contenta..impasto, germoglio, riciclo, sperimento, creocreocreo, pensopensopenso!
sabato 6 febbraio 2010
oggi
Vi rimando al sito di lavora la lana per una bella iniziativa che si terrà oggi nel tardo pomeriggio alla Libreria delle Donne di MIlano; io "purtroppo" sarò in bottega, atrimenti ci sarei andata davvero volentieri..se qualcuno ci passa faccia avere resoconti!
venerdì 5 febbraio 2010
la merenda dell'inverno
Oramai l'inverno sta per finire ed io non vi ho ancora parlato della mia merenda invernale preferita!!! La ricetta arriva da un qualche giornale di anni ed anni orsono..non saprei davvero che giornale. Tre o quattro anni fa avevo ritrovato questo ritaglio nel mio ricettario e da lì é diventato un must!
Ingredienti:
- mela, 1
- marmellata o confettura a piacere, 2 cucchiai circa
- miele d'acacia o millefiori, 1 cucchiaino
Preparazione:
Sbucciare la mela e togliere il torsolo lasciandola intera e senza bucare il fondo (io uso una specie di pelafrutta-pelapatate molto aguzzo che si può usare anche per detorsolare; credo che un coltellino piccolo e tagliente -lama liscia- vada bene). Riempirla di marmellata a piacere (io ne ho provate tante e son tutte buone; a mio gusto personale con marmellata di more, mirtilli, fichi, marroni o mela stessa é eccezionale) fino ad 1-2 cm dal bordo. "Tappare" con un cucchiaino di miele e mettere in forno a 180° per 20 min circa (se non usate una teglietta mettete sotto della carta forno perché può perdere un po'). Sfornare e mangiare col cucchiaino ancora calda.....goduriosissima!
Ingredienti:
- mela, 1
- marmellata o confettura a piacere, 2 cucchiai circa
- miele d'acacia o millefiori, 1 cucchiaino
Preparazione:
Sbucciare la mela e togliere il torsolo lasciandola intera e senza bucare il fondo (io uso una specie di pelafrutta-pelapatate molto aguzzo che si può usare anche per detorsolare; credo che un coltellino piccolo e tagliente -lama liscia- vada bene). Riempirla di marmellata a piacere (io ne ho provate tante e son tutte buone; a mio gusto personale con marmellata di more, mirtilli, fichi, marroni o mela stessa é eccezionale) fino ad 1-2 cm dal bordo. "Tappare" con un cucchiaino di miele e mettere in forno a 180° per 20 min circa (se non usate una teglietta mettete sotto della carta forno perché può perdere un po'). Sfornare e mangiare col cucchiaino ancora calda.....goduriosissima!
mercoledì 3 febbraio 2010
henné, trucchi inverno (e non solo)
Finalmente sono riuscita a dedicare qualche ora all'impacco di henné.. Da quanto sono stata presa ho saltato ben due mesi di applicazioni e decisamente non é da me.
Facendolo in media una volta al mese sto pian piano diventando un pochino meno pasticciona e volevo condividere con voi un paio di trucchetti elementari ma che possono magari essere utili per chi decidesse di approcciarsi alla polverina verde dall'odore nauseabondo amica dei nostri capelli.
Innanzi tutto cerchiamo di sporcarci di meno; io ho sempre fatto dei gran casini.
Ancora adesso cerco di far coincidere il giorno di "henneatura" con il giorno di pulizia del bagno perché bene o male, per quanti giornali voi possiate mettere a terra qualche goccia va in giro e per quanto possiate cercare di sciacquare subito i sanitari qualche alone rimane. MA ho imparato a non sporcare più le magliette! Metto sempre magliette vecchie ma ora sopra ci piazzo il sacchetto..basta prendere una busta di plastica (io non so come visto che porto sempre quelle di juta per la spesa ma me ne ritrovo piena!) e metterla a testa in giù (con i manici verso il basso). Tagliate con le forbici circa 20 cm (io ho la testa piccola!) dove appunto dovrà passare la vostra testa e sui lati subito in alto 10 cm scarsi per le braccia. Quindi prendete la busta e vi ci infilate dentro come per compiere l'insano gesto ma fate passare le braccia nei buchi laterali e la testa in quello in alto..et voilà una bella camicina di plastica sulla quale sgocciolare senza rimpianti!
Quando avrete finito di spatasciare tutto l'henné in testa potrete tagliare la busta direttamente da indossata ed utilizzarla poi per avvolgere il capo al posto della pellicola: io ho fatto un turbante alla indiana e l'ho fissato con un pezzo di scotch.
E poi? Fa freddo e magari siamo anche reduci da una brutta influenza e tutt* costipat*..stare coi capelli umidi per ore non é certo il massimo della vita..bé, un bel cappellone alla jamaicana é quello che fa per voi per racchiudere tutto questo pòpò di roba che avete in testa..
E dopo tutto questo lavoro ci azzardiamo a cercare di infilarci un maglione rischiando di rovinare tutto l'ambaradam e sporcarlo? Certo che no! Un bel cardigan (magari vecchio anche questo, di quelli che si usano per stare in casa) sarà perfetto!
Enjoy (anche col freddo!) ;)
Facendolo in media una volta al mese sto pian piano diventando un pochino meno pasticciona e volevo condividere con voi un paio di trucchetti elementari ma che possono magari essere utili per chi decidesse di approcciarsi alla polverina verde dall'odore nauseabondo amica dei nostri capelli.
Innanzi tutto cerchiamo di sporcarci di meno; io ho sempre fatto dei gran casini.
Ancora adesso cerco di far coincidere il giorno di "henneatura" con il giorno di pulizia del bagno perché bene o male, per quanti giornali voi possiate mettere a terra qualche goccia va in giro e per quanto possiate cercare di sciacquare subito i sanitari qualche alone rimane. MA ho imparato a non sporcare più le magliette! Metto sempre magliette vecchie ma ora sopra ci piazzo il sacchetto..basta prendere una busta di plastica (io non so come visto che porto sempre quelle di juta per la spesa ma me ne ritrovo piena!) e metterla a testa in giù (con i manici verso il basso). Tagliate con le forbici circa 20 cm (io ho la testa piccola!) dove appunto dovrà passare la vostra testa e sui lati subito in alto 10 cm scarsi per le braccia. Quindi prendete la busta e vi ci infilate dentro come per compiere l'insano gesto ma fate passare le braccia nei buchi laterali e la testa in quello in alto..et voilà una bella camicina di plastica sulla quale sgocciolare senza rimpianti!
Quando avrete finito di spatasciare tutto l'henné in testa potrete tagliare la busta direttamente da indossata ed utilizzarla poi per avvolgere il capo al posto della pellicola: io ho fatto un turbante alla indiana e l'ho fissato con un pezzo di scotch.
E poi? Fa freddo e magari siamo anche reduci da una brutta influenza e tutt* costipat*..stare coi capelli umidi per ore non é certo il massimo della vita..bé, un bel cappellone alla jamaicana é quello che fa per voi per racchiudere tutto questo pòpò di roba che avete in testa..
E dopo tutto questo lavoro ci azzardiamo a cercare di infilarci un maglione rischiando di rovinare tutto l'ambaradam e sporcarlo? Certo che no! Un bel cardigan (magari vecchio anche questo, di quelli che si usano per stare in casa) sarà perfetto!
Enjoy (anche col freddo!) ;)
lunedì 1 febbraio 2010
tutti colpevoli? certo che sì!
Buongiorno a tutti e buona settimana!
Con questo post vorrei prender spunto da due discussioni che si sono animate su due diversi blog che seguo: consumo meno e mamma felice.
Con il post sulla spesa on line di mamma felice si é aperta la prevedibile diatriba sulle multinazionali, sfruttamento dei lavoratori ecc ecc..
Mi sono permessa di dire la mia su Ikea ed Esselunga e giustamente nex mi faceva notare che certamente anche io ricorro alle multinazionali. Certo che sì! Non sono una hamish e neppure una no-global, sono semplicemente una persona che fa delle scelte. Ora, mi pare che la discussione avesse preso la piega di "risparmio di tempo e soldi" ed in questo caso nulla da dire sulla reputazione di Esselunga ed Ikea e restiamo anche d'accordo sul fatto che "purtroppo tutte le grosse aziende hanno colpe e meriti". Per entrare invece nel merito delle mie scelte personali ecco la risposta al tuo commento:
No, non mi faccio i mobili da sola ma preferisco prenderli usati, complice il fatto che ho la fortuna di avere un maritino che si diverte a scartavetrarli ed insieme li pitturiamo e customizziamo a nostro piacimento! Ovviamente non per tutto é possibile ma, come in ogni cosa, se ho l'alternativa cerco di coglierla al volo!
Ahimé non ho un orto e coltivo poco sul balcone, che in ogni caso non potrebbe bastare per la sussistenza neanche con tutta la buona volontà. Per questo motivo acquisto in una fattoria qui nei dintorni frutta, verdura, formaggi, uova e la poca carne che mangiamo. Da un altro rivenditore di zona prendo il riso che arriva dal novarese (non é km zero ma credo il meno km possibile) e già che ci sono visto che anche lì vendono frutta e verdura quando ci vado le prendo lì. Gli alimenti "fuori zona" (caffé, cacao, zucchero, té, spezie, ...) li prendo invece in bottega equo-solidale indipendente, la stessa dove ho lavorato a dicembre e dove continuo a far la volontaria una-due volte al mese, quindi anche qui azzeriamo il km (e poi ci vado in treno ;) . Per i detersivi e la cura della persona cerco di autoprodurre il più possibile e i saponi li prendo artigianali, così come altri prodotti tipo miele, propoli, polline. Il pane, grissini, torte, biscotti me li faccio da me, se possibile con pasta madre. Idem per lo yogurt. L'olio mi arriva dall'uliveto della nonna a Minervino Murge (BA). Per tutto quello che rimane vado alla Coop, che di certo non é una santa ma ancora non ho sentito parlare di maltrattamenti ai dipendenti (Esselunga) e sfruttamento di lavoro all'estero nonché evasione di tasse (Ikea), se così dovesse essere cercherei certamente un'alternativa.
Ahimé non sono certamente indipendente neppure dal punto di vista energetico (il sogno della vita!) ma cerco di risparmiare energeticamente quanto più possibile e come si nota da questo blog sono una fan in assoluto della forza motrice umana; quindi sostituisco con la forza delle mie gambette e braccine tutto quello che spesso per comodità si delega all'energia elettrica o ai processi produttivi di massa (credo che il fatto che io arrivi a macinarmi il caffé -che peraltro ci guadagna in aroma ed in "ritualità"- la dica lunga sull'attenzione che presto a questo argomento; non per questo non mi bevo un caffé al bar se capita!).
L'auto non ce l'ho per scelta o meglio, ne abbiamo una in due ma non ho mai la precedenza sull'utilizzo e neanche ci tengo. La uso se mi serve per davvero ed é disponibile ma normalmente mi sposto con i mezzi pubblici, che sono certamente più vincolanti ed a volte anche più lenti ma io preferisco farmi un'ora e mezza in treno/metro/autobus a leggere piuttosto che 45 minuti a stressarmi nel traffico; son scelte! Certo, per ora me lo posso permettere, immagino che se vivessi più isolata o lavorassi in luoghi non raggiungibili con i mezzi pubblici o avessi un figlio (o...o...o...) le cose cambierebbero ma per ora mi sparo tranquillamente i miei 2/3 km al giorno a piedi ascoltandomi della buona musica e mi fa solo bene alla circolazione (risparmio pure sulla palestra!).
Ho il pc e pure i soldi in banca, certamente ricorro alle multinazionali tanto quanto te e non ho mai pensato il contrario; come detto non sono una hamish e neppure una no-global.
E dopo questo carrello di buone abitudini veniamo alle note dolenti..perché sì, ecomostro sono anche io!
1) Come detto in precedenza uso i fazzoletti di carta, e ne ho già spiegato anche un po' le ragioni nei commenti al mio post dedicato.
Riprendo poi le cose già scritte nei commenti al post di Marco:
2) La sera son pigra pigrissima e dopo cena difficilmente riesco a far qualcosa, lavare i piatti é già un'impresa.
3) Dipendenza caffé: mi limito per buon senso ma penso che potrei berne litrate al giorno eliminando il resto.
4) Faccio il bagno caldo. Avendo solo la vasca ed essendo impossibile aggiungere la tendina d'estate me la cavo con doccette super-speedy ma d'inverno riempio la vasca fumante pur di non patire il freddo.
5) Grazie ai maltrattamenti da me subiti (tenuto acceso per ore ed ore anche in stand-by) l'hard disk del mio pc mi ha fatto bye bye..ho fatto risistemare un pc vecchio che avevo e questo LO SPENGO.
Ecco le mie 5 ecomostrate..rinnovo i ringraziamenti a Marco per l'opportunità di prendersi poco sul serio..ottima pratica che davvero penso dovremmo ricordarci spesso. Tutti.
Con questo post vorrei prender spunto da due discussioni che si sono animate su due diversi blog che seguo: consumo meno e mamma felice.
Con il post sulla spesa on line di mamma felice si é aperta la prevedibile diatriba sulle multinazionali, sfruttamento dei lavoratori ecc ecc..
Mi sono permessa di dire la mia su Ikea ed Esselunga e giustamente nex mi faceva notare che certamente anche io ricorro alle multinazionali. Certo che sì! Non sono una hamish e neppure una no-global, sono semplicemente una persona che fa delle scelte. Ora, mi pare che la discussione avesse preso la piega di "risparmio di tempo e soldi" ed in questo caso nulla da dire sulla reputazione di Esselunga ed Ikea e restiamo anche d'accordo sul fatto che "purtroppo tutte le grosse aziende hanno colpe e meriti". Per entrare invece nel merito delle mie scelte personali ecco la risposta al tuo commento:
No, non mi faccio i mobili da sola ma preferisco prenderli usati, complice il fatto che ho la fortuna di avere un maritino che si diverte a scartavetrarli ed insieme li pitturiamo e customizziamo a nostro piacimento! Ovviamente non per tutto é possibile ma, come in ogni cosa, se ho l'alternativa cerco di coglierla al volo!
Ahimé non ho un orto e coltivo poco sul balcone, che in ogni caso non potrebbe bastare per la sussistenza neanche con tutta la buona volontà. Per questo motivo acquisto in una fattoria qui nei dintorni frutta, verdura, formaggi, uova e la poca carne che mangiamo. Da un altro rivenditore di zona prendo il riso che arriva dal novarese (non é km zero ma credo il meno km possibile) e già che ci sono visto che anche lì vendono frutta e verdura quando ci vado le prendo lì. Gli alimenti "fuori zona" (caffé, cacao, zucchero, té, spezie, ...) li prendo invece in bottega equo-solidale indipendente, la stessa dove ho lavorato a dicembre e dove continuo a far la volontaria una-due volte al mese, quindi anche qui azzeriamo il km (e poi ci vado in treno ;) . Per i detersivi e la cura della persona cerco di autoprodurre il più possibile e i saponi li prendo artigianali, così come altri prodotti tipo miele, propoli, polline. Il pane, grissini, torte, biscotti me li faccio da me, se possibile con pasta madre. Idem per lo yogurt. L'olio mi arriva dall'uliveto della nonna a Minervino Murge (BA). Per tutto quello che rimane vado alla Coop, che di certo non é una santa ma ancora non ho sentito parlare di maltrattamenti ai dipendenti (Esselunga) e sfruttamento di lavoro all'estero nonché evasione di tasse (Ikea), se così dovesse essere cercherei certamente un'alternativa.
Ahimé non sono certamente indipendente neppure dal punto di vista energetico (il sogno della vita!) ma cerco di risparmiare energeticamente quanto più possibile e come si nota da questo blog sono una fan in assoluto della forza motrice umana; quindi sostituisco con la forza delle mie gambette e braccine tutto quello che spesso per comodità si delega all'energia elettrica o ai processi produttivi di massa (credo che il fatto che io arrivi a macinarmi il caffé -che peraltro ci guadagna in aroma ed in "ritualità"- la dica lunga sull'attenzione che presto a questo argomento; non per questo non mi bevo un caffé al bar se capita!).
L'auto non ce l'ho per scelta o meglio, ne abbiamo una in due ma non ho mai la precedenza sull'utilizzo e neanche ci tengo. La uso se mi serve per davvero ed é disponibile ma normalmente mi sposto con i mezzi pubblici, che sono certamente più vincolanti ed a volte anche più lenti ma io preferisco farmi un'ora e mezza in treno/metro/autobus a leggere piuttosto che 45 minuti a stressarmi nel traffico; son scelte! Certo, per ora me lo posso permettere, immagino che se vivessi più isolata o lavorassi in luoghi non raggiungibili con i mezzi pubblici o avessi un figlio (o...o...o...) le cose cambierebbero ma per ora mi sparo tranquillamente i miei 2/3 km al giorno a piedi ascoltandomi della buona musica e mi fa solo bene alla circolazione (risparmio pure sulla palestra!).
Ho il pc e pure i soldi in banca, certamente ricorro alle multinazionali tanto quanto te e non ho mai pensato il contrario; come detto non sono una hamish e neppure una no-global.
E dopo questo carrello di buone abitudini veniamo alle note dolenti..perché sì, ecomostro sono anche io!
1) Come detto in precedenza uso i fazzoletti di carta, e ne ho già spiegato anche un po' le ragioni nei commenti al mio post dedicato.
Riprendo poi le cose già scritte nei commenti al post di Marco:
2) La sera son pigra pigrissima e dopo cena difficilmente riesco a far qualcosa, lavare i piatti é già un'impresa.
3) Dipendenza caffé: mi limito per buon senso ma penso che potrei berne litrate al giorno eliminando il resto.
4) Faccio il bagno caldo. Avendo solo la vasca ed essendo impossibile aggiungere la tendina d'estate me la cavo con doccette super-speedy ma d'inverno riempio la vasca fumante pur di non patire il freddo.
5) Grazie ai maltrattamenti da me subiti (tenuto acceso per ore ed ore anche in stand-by) l'hard disk del mio pc mi ha fatto bye bye..ho fatto risistemare un pc vecchio che avevo e questo LO SPENGO.
Ecco le mie 5 ecomostrate..rinnovo i ringraziamenti a Marco per l'opportunità di prendersi poco sul serio..ottima pratica che davvero penso dovremmo ricordarci spesso. Tutti.
sabato 30 gennaio 2010

GAS ISOLA CRITICA - MILANO
Sabato 30 gennaioAlla (ri)scoperta del gusto
Arci Metissage
via De Castilla di fronte al numero 8
Dalle 17.00 alle 21.00
Un viaggio polisensoriale, con assaggi di formaggi e vini,tra pascoli e vigne;
in compagnia di Giuseppe Giovannoni, pastore eproduttore di Bitto;
Nunzio Marcelli pastore transumante ideatore di"adotta una pecora"
Michele Corti, ruralista e paladino del pastoralismo (http://www.ruralpini.it/);
Francesco Torre dell'Az. Agricola Il Maiolo (PC) con i suoi vinibiologici (http://www.ilmaiolo.it/)
Tra un assaggio dello storico (e tanto discusso) Bitto e della ricotta abruzzese affumicata al ginepro si parlerà di transumanza, filiera corta e ruralpini. Con un buon bicchiere di vino rosso ci trasferiamo a sud di Milano, sui colli piacentini, per tuffarci nell'autentica semplicità della vinificazione di uve biologiche in una piccola azienda (9 ettari coltivati a vigneto) a conduzione familiare.
In collaborazione con Ruralpini e Officina Enoica(http://www.officinaenoica.org/)
IL GAS ISOLA CRITICA
inaugura l'attività sociale del nuovo anno con una serie di incontri aperti al pubblico, agli abitanti di zona 9, ai GAS e a tutti coloro che desiderano interrogarsi sul rapporto tra saperi e sapori, per acquisire consapevolezza verso un consumo critico e sostenibile di alimenti autentici.
Il ciclo di incontri è organizzato in piena autonomia dai soci del GasIsola Critica e si avvale della collaborazione dei produttori, nostri primi interlocutori, di esperti scientifici e di sostenitori-cultori che condividono intenti e argomenti, il tutto con il contributo della Provincia di Milano.
PROSSIMI INCONTRI
FEBBRAIO
Le nuove case della birra
Autoproduzione in casa e produzione nella casa circondariale di Saluzzo
con l'associazione Pausa Caffé.
Tecniche, assaggi, produzione critica e solidale.
Produciamo la nostra birra per aprile 2010!
MARZO
Produttori resistenti del 2000
Coltivare biodinamico nell'era degli OGM.
Riso, vino e un assaggio di risotto per dar voce e gusto alla biodinamica.
Convivio con i produttori biodinamici e i loro prodotti.
APRILE
Sana alimentazione?!... cominciamo dalla merenda
Giardini di via De Castilla
Un pomeriggio dedicato all’alimentazione, alla prevenzione e albenessere.
Con il Dipartimento preventivo e predittivo dell'Istitutodei Tumori diMilano.
Merenda a base di prodotti sani e biologici.
Animazione per bambini.
In occasione dell'ultimo incontro stapperemo le birre prodotte a febbraio!
Il calendario aggiornato degli incontri sarà pubblicato su
info:
gasisola@gmail.com
venerdì 29 gennaio 2010
amico cotone
Una piccola riflessione senza grandi pretese:
da quando son "grandicella" ho sempre e solo utilizzato fazzoletti di carta e devo dire che non sono mai stata attratta da quelli di stoffa (a differenza dei tovaglioli che oramai da tempo campeggiano nei miei cassetti). In questi giorni però ero a casa con un super-raffreddore, ho finito i fazzoletti di carta e non me la sentivo proprio (febbre-brividi-gira la testa) di uscire per comprarli. Così ho provato. Non avevo fazzoletti ma una bella maglietta in cotone sformatissima che nessuno avrebbe più messo. L'avrei tagliata per farci stracci per la polvere ma questa volta l'ho tagliata per farne fazzoletti (senza bordo né niente, intendiamoci, così alla brutta..tanto chi mi vedeva?)
Risultato? Certamente un numero indefinito di pacchetti di usa e getta risparmiati ma soprattutto una scoperta tanto logica quanto inaspettata: col cotone il naso non si screpola!!!
Non credo adotterò i fazzoletti di cotone per andare in giro (almeno non in momenti "nasali" clou come questi) ma certamente per quando sono in casa sì!
da quando son "grandicella" ho sempre e solo utilizzato fazzoletti di carta e devo dire che non sono mai stata attratta da quelli di stoffa (a differenza dei tovaglioli che oramai da tempo campeggiano nei miei cassetti). In questi giorni però ero a casa con un super-raffreddore, ho finito i fazzoletti di carta e non me la sentivo proprio (febbre-brividi-gira la testa) di uscire per comprarli. Così ho provato. Non avevo fazzoletti ma una bella maglietta in cotone sformatissima che nessuno avrebbe più messo. L'avrei tagliata per farci stracci per la polvere ma questa volta l'ho tagliata per farne fazzoletti (senza bordo né niente, intendiamoci, così alla brutta..tanto chi mi vedeva?)
Risultato? Certamente un numero indefinito di pacchetti di usa e getta risparmiati ma soprattutto una scoperta tanto logica quanto inaspettata: col cotone il naso non si screpola!!!
Non credo adotterò i fazzoletti di cotone per andare in giro (almeno non in momenti "nasali" clou come questi) ma certamente per quando sono in casa sì!
mercoledì 27 gennaio 2010
torta al cacao morbidissima
Questa é la torta che ho fatto domenica per colazione e che si é adattata benissimo anche al té pomeridiano con le amiche.. E' stata la prima che ho visionato da una velocissima ricerca telematica..volevo qualcosa di molto veloce e dagli ingredienti semplici visto che in casa non é che avessi un granché..vi dico solo che l'ho dovuta modificare perché ero senza latte! Buona buona e molto morbida..
Io ho seguito la ricetta originale, solo utilizzando farina integrale, lo zucchero di canna (avendo poco miele d'acacia ho preferito preservarlo per l'influenza, altrimenti avrei sostituito con 18!!! cucchiai di miele d'acacia), una bustina di cremor tartaro (forse mezza sarebbe bastata ma con tutto quello zucchero e la farina integrale non mi son molto fidata, anche perché era la prima volta che usavo il cremor tartaro e non mi sapevo regolare) e al posto del latte ho fatto sciogliere a bagnomaria 100g di burro in 100ml di di nocino e 50g d'acqua. Normalmente avrei sostituito con succo o spremuta d'arancia o di altro tipo ma sapevo che a merenda ci sarebbe stata una signorina schizzinosa che con la frutta non ci vuol avere nulla a che fare..e quindi ho mediato!
Ovviamente anche il té é stato per me occasione di cura e così mi sono data ad una tisana balsamica..ahimé!
Io ho seguito la ricetta originale, solo utilizzando farina integrale, lo zucchero di canna (avendo poco miele d'acacia ho preferito preservarlo per l'influenza, altrimenti avrei sostituito con 18!!! cucchiai di miele d'acacia), una bustina di cremor tartaro (forse mezza sarebbe bastata ma con tutto quello zucchero e la farina integrale non mi son molto fidata, anche perché era la prima volta che usavo il cremor tartaro e non mi sapevo regolare) e al posto del latte ho fatto sciogliere a bagnomaria 100g di burro in 100ml di di nocino e 50g d'acqua. Normalmente avrei sostituito con succo o spremuta d'arancia o di altro tipo ma sapevo che a merenda ci sarebbe stata una signorina schizzinosa che con la frutta non ci vuol avere nulla a che fare..e quindi ho mediato!
Ovviamente anche il té é stato per me occasione di cura e così mi sono data ad una tisana balsamica..ahimé!
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